venerdì 24 agosto 2007

più che un aggiornamento un cucu


bene, sono più di tre mesi che non aggiorno questo "blog". e me ne sono successe diverse. forse troppe per starci dietro col narrare.

sono tornato in italia per un paio di settimane, dal 15 al 30 luglio. - tornare a respirare quell'aria sarà un po' come farsi la doccia con l'acido - mi dicevo prima di partire - scioglierà qualche incrostazione e mi metterà a nudo - carne viva.

è stato un viaggio magico, nessuna incrostazione troppo dolorosa ma tanti nodi, ogni giorno di più.

qui a bruxelles sto iniziando a sentirmi a mio agio, piano piano si delinea un cartilaginoso guscio sul mio dorso. la lingua è sempre un limite enorme (sottolineo enorme) ma in fondo ho scoperto che ci sono cose che legano di più della comunicazione verbale. non sono sicuro di volerci dare un nome, ovviamente, ma se facessi "torrance" di cognome la chiamerei luccicanza.
mi riprometto di aggiornare con più frequenza il blog e mi scuso per l'assenza con i pochi affezionati lettori.

giovedì 17 maggio 2007

17 maggio, senza titolo

una donna, dalla femminilità gioiosa... io che 362 giorni (forse 363) su 365 ho pensato a lei almeno una volta al giorno.

dal 18 aprile 2003 conservo, con le dovute scremature, tutta la posta elettronica che ho ricevuto. spesso mi capita di ordinarla, anzichè "cronologicamente", "alfabeticamente", secondo il nome del mittente. tutto il cosiddetto passato mi si organizza davanti in capitoli, in argomenti, chiaro e luminoso (ogni obiezione sulla non autenticità di una simile operazione di manipolazione del caos temporale non mi interessa. non è questo il punto).

la donna era bella, da non avere bisogno di parole. bella strana, bella autentica, bella nel senso della luce, la portava, è quelli che l'hanno incontrata l'hanno vista. io ho un cosiddetto passato e in questo passato c'è un capitolo importante col nome di lei stampato sopra.

la vita epistolare non sarà la vita tout court, ma la rappresenta bene, più di qualsiasi immagine, più di un video, di una fotografia. mi capita di leggere vecchia posta e di stupirmi della vita, dell'esserci stato. c'è anche talvolta la sensazione di non essere la persona che ha vissuto entusiasmi, delusioni, lavori, amori, amicizie, casini, e c'è nello stesso istante il riconoscersi perfettamente nei propri meccanismi, e c'è il doppio shock di ricordare quello che non si ricordava più... e c'è tanto altro. vorrei essere un saggio e saper sintetizzare tutto quello che si prova in un aforisma, ma non sono un saggio e poi l'esperienza ognuno la può fare e forse ognuno, nel modo suo, la conosce.

"lei non avrebbe mai potuto negarmi un abbraccio, non potrebbe negarmelo, non me lo negherebbe, lei mi abbraccerebbe, ne sono sicuro". adoro questa frase, la sua risonanza in me e la serie dei congiuntivi che è in lei.
il pensiero non arriva alla lingua oggi, le mie parole sono solo colorate buffonerie di un clown che nasconde un assenza. la sua assenza è un assedio. avrei bisogno di abbracciare gli amici lontani.
purtroppo non ho vere parole, mi si sono asciugate dentro come fossili. un anno fa.

giulia volevo solo salutarti, regalarti i fiori che non ti ho mai regalato, sussurrarti nell'orecchio le parole di una canzone, tutto il mio corpo sente la tua assenza, ti porto dentro come il mio più grande vuoto. ciao gnirbola, un bacio a te e a tua sorella

domenica 15 aprile 2007

io appartengo all'essere e non lo so dire

Io sono spaccata, io sono nel passato prossimo,
io sono sempre cinque minuti fa,
il mio dire è fallimentare,
io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all'essere e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo all'essere, all'essere e non lo so dire

io sono senza aggettivi, io sono senza predicati,
io indebolisco la sintassi, io consumo le parole,
io non ho parole pregnanti, io non ho parole
cangianti, io non ho parole mutevoli,
io non disarticolo, non ho parole perturbanti,
io non ho abbastanza parole, le parole mi si
consumano, io non ho parole che svelino, io non ho
parole che riposino,
io non ho mai parole abbastanza, mai abbastanza
parole, mai abbastanza parole

ho solo parole correnti, ho solo parole serie,
ho solo parole di mercato, ho solo parole
fallimentari, ho solo parole deludenti,
ho solo parole che mi deludono,
le mie parole mi deludono, sempre mi deludono
sempre sempre mi deludono, sempre mi mancano

io non sono mai tutta, mai tutta, io appartengo
all'essere e non lo so dire, non lo so dire, io
appartengo e non lo so dire, non lo so dire,
io appartengo all'essere, all'essere e non lo so dire

oh! ascolto!
oh! pazienza dell'udire!
oh! udire! udire!
oh! totalità!
oh! parola piena!
oh! perdita!
oh! perdita che mi caratterizzi!
oh! solitudine da cui parlo!
oh! essere! oh! esserci!
oh! cosa che non ti consumi!
oh! il tutto che ho dimenticato!
oh! discorso che non puoi essere tradito!
oh! discorso che non puoi essere tramandato!
oh! discorso che non puoi essere articolato!
oh! sapere! oh! verità!
oh! cangiante, tu, mutevole, tu sempre incinta!
oh! intelligenza dei sentimenti!
oh! il mondo della vita!

Mariangela Gualtieri, Fuoco Centrale, Bologna, I quaderni del Battello Ebbro, 1995

giovedì 22 marzo 2007

l'emozione della diretta

qualcuno mi ha già domandato se abito nella grand-place, allora mi spiego: no non ci abito, la 24h-live-webcam che trasmette quelle immagini non è la mia... l'ho reperita ed estrapolata dal sito di La Tribune de Bruxelles, un quotidiano che esce da queste parti.

ora mi sembra di vedere la scena di un film di Truffaut (come si chiamava quel film?!... non ricordo, aiutatemi!), tutte comparse, giostrate da un abile demiurgo.

mi commento: curiosa questa scena di teatro contemporaneo, attori di tutte le età camminano piano, camminano veloce, corrono, si muovono in tutte le direzioni, si fermano qualche istante, ripartono... passano nei furgoni, nelle auto della polizia, nelle ambulanze, si scattano fotografie, si incontrano, formano gruppi, li sciolgono... talvolta passa qualche scolaresca in fila indiana... talvolta la scena è ben illuminata, spesso il palcoscenico è bagnato... che altro? non lo so, starò a vedere, questo è il bello, questo mi emoziona.

ahhh, ehmmm quando vedete il palcoscenico bagnato per troppo tempo... se potete evitare commenti irritanti... ve ne sarei grato :)

venerdì 16 marzo 2007

Introduzione alla filosofia

Chi sono?

Ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno fatto capire, vedere, toccare, scoprire che il desiderio è il seme dell’umano.


Ogni tanto ne incontro ancora di queste persone… e sono sempre “persone”, esseri umani, che fanno venir giorno nel mondo del desiderio.

“Desiderio di desiderio”... con queste parole mi accendeva di en-theos/a-god-within/entusiasmo (o mi indemoniava, per usare tonalità più “pagane”) un docente all’università qualche anno fa. Il quale sapeva tenere legati, attorno al “concetto” di desiderio i pensieri di Kierkegaard, di Hegel, di Nietzsche, di Eraclito… noi studenti incollati alla sedia.
Scoprivo così il concetto di concetto (che non è un sofisma linguistico, nè un giocattolo ricorsivo, ed è qualcosa in più che scrivere “concetto” o ““concetto”” o via dicendo).
Concetto è non solo ciò che “tiene assieme”, come dice l’etimologia della parola, ma è “relazione”, l’energia insita nella relazione stessa, la sua forza, la sua vita.
E scoprivo anche, sempre per via di questo, che la relazione non è relazione puramente logica, chè nulla è “puro” in filosofia. La filosofia è un contaminarsi, è un “amare”, come dice ancora una volta l’etimo. infine desiderio.

Questo divagare mi porta ad Alcibiade, alla sua irruzione teatrale (eufemismo per dire che era completamente sbronzo) sulla scena del Simposio, a far l'elogio dell'amato… eccoli i filosofi! Socrate e Alcibiade (quest’ultimo nella mia trascurabile interpretazione è la controfigura del giovane Platone), il maestro e il discepolo, ma soprattutto gli amanti!

Ho deciso e sono risoluto: il filosofo è ANCHE un gran viveur, un gaudente, un epicureo nella sostanza…, un play-boy, un vitaiolo, un edonista festaiolo, un dongiovanni, un crapulone, un damerino libertino e donnaiolo, un cicisbeo, un casanova sibarita e gigolò!!! (ho detto ANCHE…)

In questa poco canonica e del tutto personale (o quasi) “introduzione alla filosofia” abbiamo imparato che:
1) la “relazione” e il “concetto” sono qualcosa di non-puro e di non statico
2) che la filosofia è vita (o per i meno tolleranti un modus vivendi)
3) che se tutti gli ateniesi sono omosessuali e Socrate è ateniese, allora Socrate è cicisbeo!
Tenete a mente queste tre cose, vi serviranno se un giorno deciderete di prendere o riprendere in mano la Logica di Hegel (non si sa mai nella vita!).

Tutto questo percorso era cominciato con una domanda che mi metteva in crisi: chi sono? E durante il percorso ho trovato tracce per darmi una risposta.
A qualcuno devo un sorriso, farò un nome, Magdalen

mercoledì 28 febbraio 2007

in questo momento "NIN" mi viene (parte II)

questo video "provereccio" è per i veri veri appassionati... dedica particolare al carlo, al zage e al cigno, compagni di merende e sputadecibellatori inguaribili...

in questo momento "NIN" mi viene!

signore e signori, amici e nemici e conoscenti più o meno superficiali, il 19 marzo vado a vedere i nine inch nails dal vivo, suonano qui a bruxelles, ho miracolosamente trovato un biglietto su ebay, pergiunta senza rimetterci una vecchia lira... so che qualcuno non potra condividere il mio entusiasmo ma lasciatemi dire: wow!
lasciatemelo dire...
e giacchè ho trovato due video belli e curiosi in rete, ve li posto! bisou